Posted on June 23, 2019 by
Sentiero Italia CAI n.2: Dalla Marmolada allo Stelvio
Il sentiero Italia CAI è il rinnovarsi continuo dell’avventura emozionante della scoperta di un nuovo mondo, la cui possibile scomparsa è sempre sospesa su di noi. Così scrive Alessandro Geri nel secondo volume di questa splendida collana.

Questo nuovo numero descrive più di 25 nuove tappe tra il Trentino, il Sud Tyrol e la Lombardia.

Il ramo trentino del Sentiero Italia CAI inizia dal Rifugio Castiglioni al Lago di Fedaia. Il percorso gira intorno al Massiccio delta Marmolada in senso antiorario, fa tappa al Rifugio Contrin e quindi prende verso Sud. Dietro il Sas Vernale emerge la spettacolare parte sud detta Marmolada. Proseguendo si entra quindi nello spettacolare gruppo dolomitico dette Pale di San Martino. Transitando da Passo Rotte, ci s'immette poi nel Gruppo del Lagorai. Si scende nella Val di Fiemme e quindi si risate in alta Val di Cembra, con colpi d'occhio spettacolari.

Nei pressi di Castel dei Masi si percorre il Rio dei Mulini lungo il Sentiero dei vecchi mestieri, dove sono stati restaurati fucine, mulini, segherie, opifici. Nei pressi del Rifugio Potzmauer s'incontra il percorso atesino. Nella tappa successiva si scende a Salorno e, attraversato il fondovalle dell'Adige, il sentiero s'innalza sul lato opposto del solco vallivo, verso Roverè delta Luna e l'altopiano di Favogna, da dove il tracciato sale atta panoramicissima sommità del Monte Roèn e al Rifugio Oltradige. Si continua verso il Passo delta Mendola, Matosco e Fondo. Il sentiero punta poi verso Proves e dopo varie altre vicissitudini superati i 2608 m del Passo Cercen, si giunge all'abitato di Pelo. L'ultima tappa conduce al Rifugio Angelino Bozzi al Montozzo già in Val Camonica (e quindi in Lombardia).

Giunti in Alto Adige ad Arabba, punto d'arrivo dell'ottava tappa veneta al Sentiero Italia CAI, il percorso escursionistico si biforca. Prendendo verso sud, scavalca la catena el Padon, scende al rifugio Castiglioni Marmolada ed il Lago di Fedaia ed entra in territorio trentino. Puntando invece verso nord-ovest, si collega alle tredici tappe della provincia di Bolzano.

il Sentiero Italia CAI altoatesino/sudtirolese comincia con una bella risalita di 950 m di dislivello tra le praterie e giunge al rifugio Franz Kostner al Vallon, nel Gruppo dolomitico di Sella. Poi, con una lunga tappa, tocca Colfosco, ai piedi del Sassongher, valica la Forcella del Ciampac e giunge al Rifugio Puez, nel Gruppo Odle-Puez. Il giorno successivo, percorrendo la bellissima Vallunga, approda a Selva di Val Gardena, per puntare quindi al Gruppo del Sassolungo. Segue una giornata di grandi panorami, con scorci sul Sassopiatto, sulla Val Duron e sul Motignon, fino al Rifugio Alpe di Tires, ai piedi dei Denti di Terrarosa.

Nella tappa successiva, altre vedute spettacolari sul Sassolungo, sull'Alpe di Siusi e sul Catinaccio. Al Rifugio Bolzano sull'altopiano dello Sciliar, vale la pena di alzarsi presto per assistere allo spettacolo dell'alba. Successivo trasferimento verso San Cipriano di Tires prevede l'attraversamento della spettacolare Gola dell'Orsara. La tappa per il Rifugio Fronza atte Coronelle scorre sotto le imponenti pareti del Catinaccio, detta Croda di Re taurino e dette Torri del Vajolet. Nell'ultima parte, il sentiero lambisce il Gruppo del Latemar, la Roda di Vaèt e il Parco geologico del canyon del Bletterbach, Il punto di collegamento con il ramo trentino del Sentiero Italia CAI è nei pressi del Rifugio Potzmauer a 1380 m.

Il punto d'approdo del Sentiero Italia CAI in Lombardia è il Rifugio Angelino Bozzi al Montozzo, nei cui pressi s'incontrano i resti di un ampio insediamento militare della Guerra Bianca. La struttura costituisce anche un punto importante di snodo del tracciato pedonale: qui infatti il percorso si divide, dando vita a un nuovo, grande anello escursionistico che attraversa la regione lungo due diverse direttrici. Due distinti rami che si snodano rispettivamente a nord (sulle Alpi Retiche) e a sud del solco della Valtellina (nel Gruppo dell'Adamello, in Val Camonica e lungo le Orobie), per riunirsi nei pressi dell'estremità meridionale del Lago di Como.

La tratta settentrionale, più tipicamente alpina, si svolge in ambiente di atta montagna, nel gruppo dell'Ortles-Cevedale. Dal Rifugio Bozzi, salendo verso i laghi e la piana di Ercavallo, scavalca la Bocchetta dei Tre Signori e scende al Rifugio Arnaldo Berni (2541 m), accanto alla statale per il Passo di Gavia. Di qui il percorso punta verso il Rifugio Cesare Branca-Genesio Martinetti (2487 m) al Laghetto delle Rosole, di fronte al celebre Ghiacciaio dei Forni. Quindi, percorrendo la Vat Cedec, volge verso il Rifugio Pizzini-Frattola valica il Passo orientale dello Zebrù (3001 m) e successivamete, percorsa la Val Zebrù, scende in Valfurva e poi a Bormio. Il ramo meridionale, al momento ancora in cantiere, dal Rifugio Bozzi prende verso sud e giunge a Temù in Valcamonica. Tenedosi sul versante occidentale dell’Adamello, tocca una serie di rifugi fino all’imbocco della Val Adamè.

Chiudiamo questo articolo con una frase di Erling Kagge che rappresenta più di tutti il modo di affrontare la Montagna:

“Se vai verso una montagna in macchina non puoi sentire il vento, gli odori, il tempo atmosferico”


“Il Gruppo del Brenta emerge tra le nuvole dopo un forte temporale, Trentino.”
Foto: Luciano Gaudenzio - L’Altro Versante
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