Posted on June 3, 2019 by
Sentiero Italia Cai N.1 dal Carso alle dolomiti d’Ampezzo
Il primo numero di questa collana rispecchia pienamente le aspettative degli amanti della montagna come noi. Il volume si presenta in un comodo formato con copertina semirigida facilmente trasportabile.

Questo primo numero, appartenente alla collana che in totale conta 9 uscite, si occupa di descrivere la prima parte del sentiero che partendo da Trieste attraversa il Friuli-Venezia Giulia ed il Veneto.

Nell’estremo nord dello stivale il Sentiero Italia CAI alterna una notevole successione di paesi e paesaggi. Lasciato alle spalle il golfo di Trieste e la baia di Muggia si inoltre negli splendidi panorami del Carso, sull’altopiano calcareo ricco di doline, grotte e Falesie.

I segni tragici della storia sono visibili tutto intorno. Il sentiero prosegue puntando l’Isonzo, il Collio e le Prealpi Giulie con i luoghi della Battaglia di Caporetto.
Si possono ammirare i gruppi montuosi famosi come il Canin e lo Jof Fuart, il Montasio.
Sfiorata l’Austria l’ultima tappa in Friuli collega al Rifugio Lambertenghi Romanin.

In veneto si può rimanere affascinati all’Alto Cadore con le montagne del Comelico. Attraverso il Passo di Monte Croce Comelico si giungi nel cuore delle dolomiti per toccare le Tre Cime di Lavaredo. Qui la storia si fonde con il mito di questi posti conosciuti in tutto il mondo per la loro travolgente ed intesa bellezza. Intorno a questi paesaggi si toccano trincee, camminamenti, fortini della Grande Guerra.

Si passa da Misurina con il suo lago per arrivare a Cortina d’Ampezzo, una perla incastonata in queste Montagne. Si può vedere la Marmolada e le dolomiti del Gruppo Sella.
Non si può attraversare il Veneto seguendo questo percorso senza rimanere storditi dalla bellezza del Mondeval con il suo Anfiteatro da cui si può godere la vista del Monte Pelmo.

Come scrive Antonio Guerreschi:

“Il sito raccoglie la più lunga sequenza cronologica attestante la presenza umana in quota”

Il volume contiene una serie di storie affascinanti e bellissime che raccontano la vita di personaggi cresciuti con l’amore per queste montagne.

“Un’immersione totale tra valli appartate, pinnacoli, ghiaioni e prati di genziane”

Così descrive Melania Lunazzi, scialpinista ed arrampicatrice e giornalista un percorso sulla Val Montanaia.
Questi luoghi sono sempre stati la patria incontrastata della scalata su roccia. E’ qui che nasce intorno al 1925 il primo sesto grado della storia.

Vi lasciamo con un’ultima frase estratta da uno dei molteplici articoli del volume:

”Non riuscivo a capire perché ero lì, con un abisso da un lato e una parete strapiombante sopra la testa. Piansi rendendomi conto della mia impotenza” , Franco Perlotto


Foto dell'articolo: Luciano Gaudenzio - "L’Altro Versante"
Vecchia conoscenza - L’anfiteatro di Mondeval, dominato dalla mole del Monte Pelmo, è frequentato dall’uomo da diecimila anni.
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