Posted on May 10, 2018 by
Arrampicata in Basilicata a Sant'Angelo Le Fratte
Asprissime furono le guerre sannitiche che insanguinarono i Campi Veteres (presso Vietri), qui Tito Sempronio Gracco, racconta Tito Livio, fu barbaramente trucidato da Annibale.
Molti soldati romani optarono per la diserzione e, cercando luoghi sicuri dove rifugiarsi, giunsero fino a questi territori, ne sono testimonianza opere laterizie e frammenti di are con epigrafi sepolcrali, nonché armi di vari tipi risalenti al IV al I secolo a.C.

Quest'area dai dintorni selvaggi, oggi è meta di trekkers e arrampicatori, fu in seguito abitata non solo dai romani ma dai Lucani veri e propri che fondarono l'attuale Sant'Angelo Le Fratte, originariamente chiamato "Castrum Sancti Angeli de Fratis", un suggestivo nucleo abitativo che fu sviluppato attorno all'omonimo convento basiliano.

Vari secoli trascorsero fino ad arrivare all'anno Mille, quando il paese finì sotto il dominio normanno : ai tempi di Ruggiero II (XII sec.) era un Casale, nucleo di modeste dimensioni, formato da pochi casolari e appartenente al Giustizierato di Principato, come tutti i paesi della valle del Melandro.
Con la nascita del Sacro Romano Impero passò agli Svevi, per cambiare nuovamente padrone in seguito alla Battaglia di Benevento (1266) dove Carlo I D'Angiò sconfisse Manfredi di Svevia.

Insomma un sito dalle nobili origini, dove dall'alto della falesia si ammirano estesi panorami per la gioia di chi li sa guadagnare e ne conosce un po' di storia.
In una falesia come “il Paretone” il piacere consiste nell' alternare intensi momenti di attivita' arrampicatoria a saporite degustazioni di prodotti tipici a km zero per rigenerare in fretta membra e palato.

Le vie coprono le difficoltà dal 5b al 7c, con numerosi tiri di 6a e 6b ma anche itinerari sopra il 7a...
il calcare è ottimo, la chiodatura a placchette e il periodo migliore va da marzo a novembre.
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