Un Mercoledì da leoni



Corno del Catria - Cai Rimini Corno del Catria
Cai Rimini
www.cairimini.it

 

Descrizione:
La via sale l'evidente balza che sovrasta la parete sud del Monte Catria, riprendendo un antico itinerario di Castellani - Marra - Vampa (1964) che partiva dal cengione erboso ben visibile al centro della parete. Salendo per diedri, creste, placche e quant'altro, percorre tutti i 200 mt. del Corno.

Accesso:
le possibilità sono tante; la meno faticosa sicuramente è quella che permette di salire in macchina (attenzione agli ammortizzatori) seguendo la carrareccia che da Cà la Strada, località dopo Chiaserna, arriva fino al Boccatoio per poi, una volta lasciata l'auto in prossimità del primo tornante dopo il rifugio, all'imbocco con il sentiero n. 52 (carta dei Sentieri del Monte Catria della Sezione CAI di Pesaro) o il sentiero n. 103 (carta Kompass foglio 664 Gubbio - Fabriano), scendere sino alla base della parete per il panoramico versante che guarda verso il paese di Isola Fossara; proseguire sul sentiero fino ad una evidente sella che separa il versante Est dal versante Sud del Corno, scendere di circa una decina di metri arrampicando su "facili roccette" per poi riprendere il sentiero che vi porterà alla base della via contraddistinta da un caratteristico grottone molto utile in caso di pioggia (20 minuti dalla macchina).
Un'altra possibilità è quella di salire direttamente da Isola Fossara seguendo il sentiero n. 52 che, salendo diagonalmente il versante Est del Catria, vi porta sino alla sella indicata sopra e di qui alla base della via (h. 1.30).
Ma se siete veramente dei puri e dei duri non vi potete permettere di non salire per la cresta che partendo dalla strada che da Valdorbia va a Isola Fossara e seguendo il segnavia 29 (carta Kompass) vi porta diritti alla base della parete. Un percorso che già da solo è di quelli che ti ricordi, sia per la bellezza del paesaggio, sia per l'esposizione di questa cresta che in alcuni casi costringe addirittura a procedere a cavalcioni tanto è affilata (possibilità di assicurazione) e che abbinata alla salita della via diventa una buona avventura alpinistica di tutto rispetto.
Tempo di percorrenza della cresta ore 2 - in caso di pioggia al ritorno è preferibile passare per il sentiero che porta e Isola Fossara, poi da qui in circa 20 minuti, seguendo la strada che porta a Chiaserna, tornare alla macchina.

Materiale:
la via è interamente protetta sia con chiodi che con spit , le soste sono tutte attrezzate con spit da 10 mm. (tranne in un caso con sosta ad un albero) e danno la possibilità di un veloce rientro in caso di problemi, portare comunque qualche friend (fino al 5) per integrare le protezioni e dei cordini per le soste.
È consigliabile l'utilizzo di due corde sia per un eventuale rientro in doppia, sia per evitare l'attrito che in alcuni tiri può diventano veramente fastidioso.
A causa della presenza di canalini di raccolta presenti sulla parete e del vento che sembra quasi una costante, è vivamente consigliato il casco.

Discesa:
dall'ultima sosta seguire tutta la cresta del Corno sino ad immettersi nel sentiero che porta alla macchina se si è arrivati dall'alto o che scende verso Isola Fossara (est) se siete saliti dal basso.

  • Falesia: -
  • Difficoltà: 4+/V
  • Altezza: 200 m
  • Data Apertura: Aperta da Castellani e Gnucci
  • Bellezza:
  • Tipo Roccia: La roccia è calcare massiccio, in alcune zone molto simile a quello che si incontra al Gran Sasso.
  •    Latitudine
    Longitudine
    N 43.4516º
    E 12.6654º
  •    Latitudine
    Longitudine
    N 43.4526º
    E 12.6664º
  • Aggiornato: 17/05/2013
  • Letture: 16819

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N. Tiro Lung. Descrizione Difficoltà
1 L1 30 m la via parte a sinistra del grande antro e segue tutto il diedro fino al suo termine (spit alla base). Salire il diedro in bella arrampicata di opposizione sino a giungere ad un comodo terrazzino; da qui per placca puntare al termine della parete sx del diedro obliquiando leggermente a sx per evitare i grossi massi sopra la vostra testa. In apertura siamo saliti direttamente scavalcando questi massi senza registrare alcun problema di instabilità, però poi per maggior sicurezza dei ripetitori abbiamo preferito deviare leggermente a sx su bella placca sicura. Uscire poi in sosta su albero aiutandosi con corda fissa per evitare di cadere o scivolare a causa dei detriti presenti nel canalino .
Gr. Nota: passaggi di A0/VI+, V+, A0/V+
2 L2 30 m Salire la cresta fino al suo termine stando attenti ad alcuni sassi instabili, poi traversare decisamente a dx fino ad una comoda sosta con 2 spit
Gr. Nota: IV passaggi di V+
3 L3 20 m Salire il pendio erboso per via non obbligata sino ad un grottino dove si sosta su di uno spit (senza nessun chiodo).
Gr. Nota:
4 L4 30 m In bella arrampicata atletica salire prima il diedro sino alla sella che ci porta sopra il cengione verde che si nota e metà parete - da qui volendo si può ridiscendere prima per il pendio erboso poi per arrampicata sino al sentiero (passaggi di 2 - 3) - poi per placca puntare all'evidente tettino, scavalcarlo sulla dx e sostare su due spit
Gr. Nota: V passaggi di IV+
5 L5 30 m Salendo dirigersi verso dx. puntando al grosso diedro che solca tutta la parete, entrarci dentro e per bella arrampicata in opposizione uscire su una cengia diedritica, sosta sulla parete di sx
Gr. Nota: V passaggi di IV+
6 L6 25 m Da qui salire stando attenti alla solidità della roccia, a circa metà parete deviae sulla sx. per riportarsi in cresta e salire fino ad incontrare la sosta V
Gr. Nota: Passaggi di V senza nessun chiodo

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