Via Raggio di Luce  - 




Descrizione:
Salendo verso San Leo dal bivio di Pietracuta, dopo i primi tornanti, a destra appaiono le pareti e i pilastri di Pietramaura. Uno in particolare per la sua linea elegante e slanciata ha colpito da sempre i malati di Morbo di Heck, cioè coloro che in ogni sasso vedono una linea di salita. Purtroppo la roccia tradisce le aspettative e solo le moderne tecniche di chiodatura, assieme alla passione e al duro lavoro dell'apritore, hanno fatto sì che in questo bellissimo luogo nascessero una palestra di roccia e tre itinerari di più lunghezze. La roccia molto ruvida, tranne qualche placca compatta, è in genere friabile e la frequentazione la migliora solo parzialmente.

Sezione: emilia romagnaemilia romagna

Accesso:
Da Rimini per la Provinciale Marecchiese fino a Pietracuta. Prendere a sinistra per San Leo. A circa 3 Km dal Forte, già dimora suo malgrado del Conte Cagliostro, girare a destra per il paese di Tausano. Avanti per strada bianca, già ben visibili sulla destra le nostre pareti. Ad un crocicchio di strade poderali (località Biforca) si lascia l'auto. Giù a destra per stradello e passato uno spiazzo erboso traccia a sinistra con bollo rosso fino alla Palestra. Avanti fino all'ultimo monotiro: siamo all'attacco della Diretta allo Spallone; ancora avanti per traccia in piano fino a un masso con chiodo resinato e albero. Qui inizia la nostra salita, primo fix alto sullo zoccolo friabile.

Materiale:
solo rinvii 19 circa.

Discesa:
Con grande attenzione: facile ma esposta arrampicata in breve alla spalla sotto la vetta (tranne gli esperti meglio procedere assicurati). Da qui due possibilità:
1. verso Ovest, traccia di sentiero in piano che porta alla sella boscosa. In discesa verso Sud nel rado bosco si ritorna all'attacco.
2. direttamente verso Sud Ovest. Seguendo ometti e canalini di roccia in parte attrezzati con cavetti di acciaio, per traccia logica fino a immetterci nella discesa precedente.

  • Falesia:
  • Difficoltà: D+, 6a+, 6a obbligatorio
  • Altezza: 550-650 / 150 m
  • Data Apertura:
  • Bellezza:
  • Esposizione: Sud
  • Chiodatura: Aperta da Eros Rossi al quale va un plauso per la via molto bella e per l'attività di ricerca, in una terra avara come la Romagna.
  • Tipo Roccia: Calcarenite, Arenaria
  •    Latitudine
    Longitudine
    N 43.9134º
    E 12.3605º
  •    Latitudine
    Longitudine
    N 43.9126º
    E 12.3563º
  • Tipo: 1° Tiro Superare l'infido zoccolo approdando al primo chiodo. Da qui la parete, già verticale, raddrizza ulteriormente. Scalare la placca sfruttando i punti più deboli. Superare una fascia strapiombante difficile. Raggiungere una fessura inizialmente ostica, scalarla e quando finisce verso destra a un canalino di rocce solide. Risalirlo e raggiungere la cengia alberata dove a destra si sosta.
    2° Tiro Traversare a destra scegliendo la roccia migliore e salire in obliquo sempre verso destra su roccia rotta fino alla conca da cui si vede la parte superiore della parete. Sulla cengia si sosta in comune con la via Super Ago che sale diritto.
    3° Tiro Scalare la rampa verso destra e mirare a una bella placca con strapiombo che si supera direttamente. Ancora verso destra fino allo spigolo. Affacciarsi al di là per fare sosta scomoda su un pulpito molto bello e panoramico: il pulpito del Poeta.
    4° Tiro Ritornare sulla parete e proseguire in obliquo a sinistra su placche molto belle e articolate che richiedono attenzione nella scelta dell'itinerario. In bella esposizione pervenire infine allo stesso terrazzino con sosta e libro di via della Super Ago.
    5° Tiro Breve traverso a sinistra e per canalino friabile alla cresta della cima. Verso sinistra al leccio e sosta di vetta.
  • Nota: scheda via su : http://www.nikobeta.net/FTP/via_Raggio_di_luce_rev_Nik.pdf
  • Logistica: oltrepassare il settore dei monotiri seguire l'esile sentiero per 80mt e sulla sinistra c'è l'attacco con targhetta alla base.
  • Aggiornato: 06/11/2012
  • Letture: 19643

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