Asini nella notte  - Baiardetta




Descrizione:
Asini nella notte è una breve salita a due lunghezze, (concatenabile con le 4 della via dei Camini). Il primo tiro affronta il breve sperone che chiude il diedro superiore a SX, ed esce sulla cengia degli Svizzeri, con un passaggio aereo leggermente strapiombante, aggirabile a SX. Questa linea è posta appena a DX dello spigolo di SX (1 ch.) ed a SX delle due linee che solcano il diedro superiore (resinati).
La seconda lunghezza è invece un’estetica scalata su prese nette che aggira in senso antiorario verso DX una fascia di rocce instabili, per poi cavalcare su sempre più compatta lherzolite lo sperone sino alla vetta del torrione sommitale. Pochi passi finali conducono in cima. Questa linea passa a SX della “Fessura dello Svizzero” (Sandro Girtanner), erroneamente chiamata degli Svizzeri, aggirando a DX la friabile placca che costituisce la Parete degli Svizzeri.

Accesso:
Di fianco al pannello bianco (318 m) vi è uno sterrato che si prende in direzione di alcuni tralicci ma dopo una trentina di m lo si abbandona svoltando a SX su un sentiero (Frassati). Si raggiunge in breve uno sterrato con catenella e si continua a mezzacosta presto in vista del monte Pietralunga. Si prosegue sino a raggiungere una scalinata in legno a DX; si risale la stessa ed appena terminata si abbandona il sentiero segnato a DX, andando a SX in assenza di segnavia.
Si prosegue quindi a SX doppiando due costoni e raggiungendo la colletta di Termi (420 m), dove s’incontra un bivio. Si tralascia la via di DX e si continua dritti verso le cave ed Acquasanta. Si prosegue quindi sino al bivio Fontanin: si prosegue a DX in una zona sempre più pietrosa tralasciando a SX il sentiero per Acquasanta. Continuando si giunge al celebre masso del Ferrante, si attraversa a DX la pietraia e due ponticelli e superando il torrente Baiardetta si continua sempre a DX per ometti sino ad un cartello che indica il sentiero per esperti (F1). Si tralasciano quindi gli ometti che continuano nel greto e si prosegue sulla nuova traccia, ripida e netta, prima su tornanti e poi a mezzacosta verso SX, sino a trovare i due anelli di partenza della concatenazione classica sulla DX, proprio sul sentiero e sotto la verticale dell’evidente torrione sommitale. (45' - 1h)

Prima Salita:
Ernesto Dotta, Christian Roccati, 2011

Discesa:
Dalla vetta si scende nel canale retrostante e si continua a DX in salita sino al colle tra la Baiarda ed il crinale di monte Pennello. Si continua a DX sino alla cima (723 m) e proseguendo in falso piano si raggiunge la cappella della Baiarda (703 m), dove si trova anche un tavolo con panche. Si seguono quindi le indicazioni per la colletta di Termi su sentiero aereo che gode di generoso panorama sulla punta Martin. Giunti alla colletta si continua lungo il percorso di salita.

  • Falesia: Baiardetta
  • Difficoltà: D+, V+ (V obbl.)
  • Altezza: 50 m
  • Data Apertura: 2011
  • Bellezza:
  • Chiodatura: Per ripetere Asini nella Notte sono necessarie fettucce di collegamento con ghierati per attrezzare le soste e sono consigliati friends e nuts. Attualmente la via è protetta con fix inox ravvicinati dove necessario e molto distanziati nei tratti semplici. Si tratta di una via alpinistica da montagna e non di un itinerario d’arrampica, e possiede caratteristiche alpinistiche oggettive. L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose, che ognuno effettua a suo rischio e pericolo.
    La via non è da sottovalutare e dev’esser ripetuta solo da persone esperte, che siano in grado di analizzarne le condizioni e la relativa attrezzatura al momento della ripetizione.
  •    Latitudine
    Longitudine
    N 44.4571º
    E 8.7755º
  •    Latitudine
    Longitudine
    N 44.4580º
    E 8.7764º
  • Aggiornato: 03/05/2012
  • Letture: 35027

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N. Tiro Lung. Difficoltà
1 L5 20 m V
Gr. Nota: Si prosegue con qualche metro di raccordo a piedi verso DX in vista di un evidente diedro (diedro superiore). Si notano vari resinati ossidati al suo centro ed immediatamente a SX uno speroncino con fix e piastrine inox. Si sale quindi in direzione del primo fix su alcuni blocchi. La via ripercorre il filo dello sperone prima in verticale poi verso DX, (con il diedro a DX), ed insegue verso DX una sequenza di lame che portano ad uno strapiombo con una marcata fessura. Con passaggio aereo, nel vuoto, si vince atleticamente il chiave che chiude come un tetto il diedro, guadagnando a DX una comoda cengia. Chi lo desidera può evitare l’ultimo passo rinviando il resinato di SX e scavalcando da sopra lo strapiombo. La sosta è su 2 fix a cui collegare anche un resinato di passaggio (generalmente usato per raggiungere la Fessura dello Svizzero che è a DX).
2 L6 0 m V+
Gr. Nota: Dalla sosta ci si sposta a DX superando un breve muretto protetto da un fix e si continua verso DX (resinato di passaggio). Si sale ancora per un risalto con passo leggermente strapiombante, qualche lama instabile. Si inizia una diagonale verso SX su roccia buona che porta ad aggirare e superare dall’alto una placca di roccia non buona. La via punta poi ancora a SX risalendo in verticale il tratto più aereo del torrione e probabilmente dell’intero complesso della Baiarda. Si esce quindi su una cengietta erbosa e trascurando il prato ripido a DX si vince un ultimo strapiombo tecnico sino all’uscita dallo sperone. Pochi metri di raccordo portano ad un ultimo passo non protetto (aggirabile a SX) che conduce in sosta. Si scavalca quindi un ultimo passo oltre le statue di vetta e ci si può godere il panorama dalla comoda cima.
V+ sost. 30 m (8 fix + 2 resinati + 1 ch. eventuale)

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