DAL GRADO SOGGETTIVO AL GRADO STATISTICO

Un sito e una proposta per fare chiarezza sui gradi

21 Luglio 2012

"Il metodo statistico, a mio parere, è il miglior modo per dire se una via è più o meno dura di un’altra. I gradi spesso sono sbagliati, sia nel bouldering che nella falesia, perché vengono decisi da una persona sola, come un ginnasta che (per giunta in allenamento) decida lui stesso quanto bene ha eseguito l’esercizio.

Nel caso dei gradi massimi, spesso sono sbagliati anche perché raramente i ripetitori svalutano le vie più dure (per paura di dover rinunciare cosí alle moine del pubblico e degli sponsor).

I gradi sono sbagliati perché si usa, invece, in maniera impropria, un principio “umanistico” estetico basato sulla “sensazione” [...]"

Con queste parole Alessandro "Jolly" Lamberti spiega il principio base dietro al progetto del sito Climbook: aggiornando il database con le ripetizioni delle vie, saranno gli utenti stessi a contribuire alla definizione di un grado oggettivo per ciascuna delle vie salite.

Ogni utente potrà esprimere un proprio parere - con un numero da 1 a 9 - sulla difficoltà di una via, e di tutte le valutazioni verrà calcolata la media. Accanto a tale indicazione soggettiva, comparirà un dato matematico-statistico, ovvero una percentuale di "salibilità". Combinando i dati forniti da ciascuno - via provata, successo o insuccesso, e numero di tentativi - l'algoritmo elaborato da Paolo Zaccagnini fornirà un indice di durezza della via, ovvero un grado inteso come funzione della maggiore o minore "salibilità" di una via.

Il sistema non è finalizzato a una classifica (come 8a.nu), e integra degli aggiustamenti per evitare dati incoerenti introdotti a casaccio. Un progetto estremamente interessante, che potrebbe veramente rivoluzionare la percezione del grado, e mettere fine ad annose discussioni... Sempre che gli arrampicatori vogliano davvero smettere di litigare sui gradi...

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Elena Corriero
25/07/12 @ 12:39:37
 
 
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