Sasso di Introbio

Sasso di Introbio - Internet
Sasso di Introbio

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La roccia eccellente e l'assoluta verticalità di questa struttura hanno richiamano da sempre i più forti arrampicatori. Infatti già negli anni sessanta un gruppo di forti alpinisti, come Casimiro Ferrari, Vittorio Meles, Pierlorenzo Acquistapace, salì la parate con l'intento di sperimentare le nuove tecniche dell' 'arrampicata artificiale, scalando però in modo disperato solo i tratti più compatti della parete.
Pochi anni dopo, nell'ottobre 1974, Don Agostino Butturini e il suo gruppo di giovani Condor rimasero alquanto perplessi quando si accorsero che, ripetendo quelle forzate linee di chiodi a pressione, le possibili vie sugli appigli e sui buchi naturali, pronti ad accogliere dei bei chiodoni, non erano state nemmeno sfiorate.
Don Agostino inizia cosi un'esplorazione minuziosa di questa struttura e di quelle adiacenti della "Pala" del "Muro" dei "Pilastrini" della "Grande Placca".
Le regole erano ferree: si apriva sempre dal basso con gli scarponi, si chiodava dove si poteva ad erano rarissime le perforazioni per i chiodi a pressione. La verticalità e la compattezza della struttura portarono a elevare subito il grado delle difficoltà nei tratti inchiodabili; successivamente arrivò Ivan Guerini che salì in libera le vie classiche dei "Condor", proponendo cosi un ulteriore nuovo gioco.
Ma il vero artefice e valorizzatore della parete è di certo Marco Ballerini che nel 1981 comprese come su questa roccia si poteva sperimentare la ricerca della difficoltà, creando itinerari difficilissimi ma sempre splendidi e portando di fatto l'arrampicata sportiva nel lecchese.
Su questa struttura la chiodatura non è sempre vicina e considerando lo stile di scalata, richiede a tratti in certo ingaggio, almeno sulle vie più impegnative.
Lo stile sulla placca centrale, inutile dirlo, è la tecnica alla massima espressione, con dei singoli di equilibrio molto impegnativi, anche sulle vie più accessibili; nel settore strapiombante invece bisogna fare fronte a dei singoli intensi di dita e brevi sezioni fisiche.
La numerosa storica affluenza di arrampicatori degli scorsi anni sembra essere diminuita; qui infatti difficilmente si contano più di due o tre cordate.
La roccia sui percorsi più facili è particolarmente unta, sugli altri è invece ancora integra.

Da Lecco salire a Ballabio proseguendo in Valsassina sino all'altezza della Chiusa, dopo Pasturo.
Appena oltre il ponte della Chiusa sul Pioverna girare a destra e seguire una strada che passa a lato del Sasso, ben visibile dalla Povinciale.
E' possibile parcheggiare più o 100 m più avanti presso la Casa delle guide.
Costeggiando la base del Sasso verso destra, si arriva in un minuto, tagliando a sinistra dopo 20m, alla Pala Condor e alla'adiacente Muro di Introbio.
Seguendo invece il sentiero principale si previene ai Pilastrini, in circa 10 min.
Proseguendo sulla strada si giunge in brave alla Casa delle Guide sotto la placca (fontanella).
  • N. Vie: 30
  • Difficoltà: 5a/7c+
  • Altitudine: 750 mt.
  • Bellezza:
  • Accuratezza delle coordinate:
  •  Curatori / Principali wikiers: vogo1991: 2,
Meteo by  Meteored
Mar
21 Lug
90%
7.8 mm
15° / 25°
750 m
7 W
Mer
22 Lug
10%
0.0 mm
13° / 25°
750 m
8 SW
Gio
23 Lug
10%
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15° / 26°
750 m
7 NW
Ven
24 Lug
0%
0.0 mm
13° / 26°
750 m
8 SW
Sab
25 Lug
80%
3.0 mm
15° / 27°
750 m
9 SW
Dom
26 Lug
90%
12.1 mm
15° / 23°
750 m
5 W
Lun
27 Lug
20%
0.0 mm
15° / 27°
750 m
10 NW
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Galleria Fotografica


Terrazzino - Marco G.
Terrazzino

Marco G.

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Settori (Vie)

N. Nome Vie Grado
1 Sasso di Introbio 30 5a/7c+
N. Nome Lung. Difficoltà

Vie più ripetute

Grado Nome Falesia WIKI Rip.
francesca 5c.0 5 5
cipo 6b.0 3 3
paolo VI 5c.5 2 2
paolo VII 6b+.0 1 1
paolo VIII 6c.0 1 1
centrale 6b.0 1 1
trappy il trapezio 7a+.0 1 1
oltre il tramonto 6b+.0 1 1
ben ten 6b.0 1 1
diedro condor 6a.0 1 1
uscita di sicurezza 6b.0 1 1
@ 2003 Falesia.it CF: FRNFRC72R03H501P
             
Version: 2.0.259 (afc7565...), maps by: Mapsicon Proj.