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Galleria della Falesia
Descrizione Era un inverno di qualche anno fa, i miei amici ed io, appassionati di montagna stavamo costituendo il progetto 'direzioneverticale' Raffaele, Nicola e il mio inseparabile compagno di avventure Peppe, a cui da poco si è aggiunta anche Lorenza, sorella acquisita e montanara . Ebbene, stavo leggendo sulla prima guida di arrampicata sportiva campana ' Malopasso' di Oreste Bottiglieri del pionierismo campano tra Punta Campanella e Monte Faito! Anni '80, Costiera Sorrentina ed Amalfitana, lì nacquero i primi fervori giovanili, lì si svilupparono personalità come quella di Umberto Iorio pioniere campano dell'arrampicata. In principio ero incredulo. Pensavo che in quegli anni arrampicasse solo Berhault, Edlinger … il tutto sembrava a dir poco buffo. Si parla di luoghi remoti ed affascinanti. Iniziarono le nostre escursioni alla ricerca di una storia che non volevamo andasse perduta. Ci ritrovammo in una lingua di terra sul mare, al ' confine' con la costa, un villaggio che affaccia su di Punta Campanella, chiamato Termini. Dopo questo paesino l'infinito, isolamento e incanto, sembra di aver varcato la porta per l'eden. Qui fioriscono piante tropicali, l'azzurro del mare ti folgora gli occhi come Saulo sulla via di Damasco. Punta Campanella è un luogo mistico, ascetico. Su di essa si affacciano i Monti Lattari, che dopo i 90 km di selle e guglie sprofondano dolcemente nel mare e le rocce diventano bianco marmo, aguzze come lance, pronte a fendere chi le scala. Umberto Iorio, non avevo mai sentito il suo nome. Così ci ritroviamo alla falesia di Punta Campanella, e questo nome come di incanto mi si fissa nella memoria. Ma chi è quel pazzo che arrampicava su ancoraggi del genere? Chiodo classico ogni cinque, sei metri, piastrine fai-da-te in alluminio !Pazzo! Guardo le vie, poi c'è un'iscrizione greca, i nomi delle vie rimandano al culto di Atena, che proprio qui più di 4000 anni fa diventò fede per i popoli greci che qui passavano, incantati si fermavano e pregavano la Dea. Forse raccontarono in patria la bellezza dei luoghi poi descritti nell'Iliade. Ambientazione adatta all'immaginazione di mostruose ed affascinanti sirene. Ma chi mai ha potuto arrampicare qui con ancoraggi simili? Ed ecco la risposta: Umberto Iorio, quel napoletano, bizzarro frequentatore del Verdon… solo lui poteva essere stato, un vero scugnizzo, un climber, con predisposizione al 'free-solo' che Edlinger a quei tempi formalizzo in Opera Vertical (Guarda su You-tube). Punta Campanella è il luogo più bello per l'arrampicata in Campania, roccia e mare a confronto, un'emozione che anche i più grandi alpinisti hanno definito unica. Alessandro Gogna , infatti invitò una folta schiera di amici del nord, Maurizio Zanolla a seguito per un indagine esplorativa di tutto il sud. Volle fare il Cristoforo Colombo proprio tra questi muri Verticali, e teoricamente in parte ci riuscì, ma ad attenderlo in Campania c'erano gli indiani, autoctoni arrampicatori rappresentati da Umberto Iorio! Accesso Si lascia la piazza di Termini seguendo i segni gialli e dopo circa 200m si lascia la strada che continua diritta verso Monte San Costanzo e si comincia a scendere. Fino alla Punta non c'è praticamente possibilità di sbagliare strada: si segue la stradina principale (il cui stato peggiora man mano che ci si allontana da Termini) lasciando a sinistra via Cercito e poi a destra via Mitigliano. Dopo questo secondo incrocio si continua a scendere fino a Cancello (passaggio fra il costone ed un pinnacolo roccia). Prima di attraversare questo "ingresso", se effettuate l'escursione fra gennaio e marzo, vedrete in alto a sinistra i bellissimi fiori "blu elettrico" della Lithodora rosmarinifolia, pianta endemica della Penisola Sorrentina e Capri. Dopo varie centinaia di metri praticamente in piano, fra uliveti, c'è una piccola piazzola sulla destra dalla quale si gode di un'ottima vista sulla Torre di Fossa di Papa (recentemente restaurata) e su Capri. Da questo punto in poi la stradina diventa ancora più stretta e dissestata e dopo poco comincia la discesa finale alla Punta della Campanella. Prima di raggiungere lo slargo che sovrasta la Torre Minerva (o della Campanella) c'è un sentiero a sinistra che ci conduce in una gola, percorrerla interamente fino ad individuare sulla destra i primi fittoni di "fenomeno osmotico" e affacciandosi alla destra il resto del settore "murene"
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